Chiese di Venezia…Santa Maria del Giglio

La chiesa di Santa Maria del Giglio, deve le sue forme attuali alla ricostruzione avvenuta nella seconda metà del Seicento. La facciata, opera di Giuseppe Sardi su lascito testamentario di Antonio Barbaro detto il capitano da mar, è una delle più originali e fastose opere barocche veneziane; nel suo complesso risulta un grandioso monumento celebrante la famiglia Barbaro, rappresentata dalle effigi dei cinque fratelli del capitano e dalla raffigurazione dei luoghi delle sue vittoriose battaglie in nome della Repubblica della Serenissima. L’interno, ad unica navata, ha il soffitto piano decorato da grandi tele di Antonio Zanchi. Tutto intorno alla chiesa si può ammirare una notevole Via Crucis, dipinta da alcuni tra i più valenti pittori veneziani tra il 1755 e il 1756 (tra gli altri Francesco Zugno, Giambattista Crosato, Gaspare Diziani, Jacopo Marieschi). Da segnalare la tela di Peter Paul Rubens rappresentante la Madonna con Bambino e San Giovannino, unica opera del fiammingo a Venezia; gli splendidi Quattro Evangelisti di Jacopo Tintoretto (dietro l’altare maggiore).

 

The church of Santa Maria del Giglio owes its present forms to the reconstruction that took place in the second half of the seventeenth century. The façade, by Giuseppe Sardi on the willful legacy of Antonio Barbaro, the captain of the mar, is one of the most original and magnificent Venetian baroque works; as a whole is a grand monument celebrating the Barbaro family, represented by effigies of the five brothers of the captain and the depiction of the places of his victorious battles in the name of the Most Serene Republic. The interior, with a single nave, has the floor ceiling decorated by Antonio Zanchi’s large canvases. All around the church you can admire a remarkable Way of the Cross, painted by some of the most talented Venetian painters between 1755 and 1756 (among others Francesco Zugno, Giambattista Crosato, Gaspare Diziani, Jacopo Marieschi). To note the canvas of Peter Paul Rubens representing the Madonna with Child and San Giovannino, the only work of the Flemish art in Venice; The splendid four Evangelists of Jacopo Tintoretto (behind the main altar).

 

La iglesia de Santa María del Giglio debe sus formas actuales a la reconstrucción que tuvo lugar en la segunda mitad del siglo XVII. La fachada de Giuseppe Sardi en legado testamentario de Antonio Barbaro, dijo el capitán de mar, es una de las obras de estilo barroco veneciano más originales e imaginativos; en su conjunto es un gran monumento que celebra la familia Barbaro, representado por las efigies de los cinco hermanos del capitán y la representación de los lugares de sus victoriosas batallas en nombre de la República Serenísima. El interior, de una sola nave, tiene el techo del piso decorado con los grandes lienzos de Antonio Zanchi. Alrededor de la iglesia se puede contemplar una notable Camino de la Cruz, pintado por algunos de los más talentosos pintores venecianos entre 1755 y 1756 (entre otros Francesco Zugno, Giambattista Crosato, Gaspare Diziani, Jacopo Marieschi). Tomar nota de la pintura de Peter Paul Rubens, que representa la Virgen con el Niño y San Juan, el único trabajo de los flamencos en Venecia; Los espléndidos cuatro Evangelistas de Jacopo Tintoretto (detrás del altar mayor).

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Pillole di dialetto…

Continuiamo a conoscere le varie parole del dialetto Veneziano…questa volta, lettera C!

Cabarè= vassoio, un cabarè de pastine= un vassoio di pastine;

Cèo= piccolo, el ze ancora cèo = è ancora un bambino;

Chèba= gabbia, cascar in chèba= cadere in gabbia;

Ciaciarar= chiacchierare;

Co= con, ti co nu e nu co ti= tu con noi e noi con te, motto che unisce i Veneziani al loro Patrono, San Marco;

Cragna= cranio, testa, aver na cragna che no la magna nianca i porsei= avere una testa che non vale a nulla, che non mangerebbero neanche i maiali;

Cucar= ingannare

 

We continue to know the various words of the Venetian dialect … this time, letter C!

Cabarè= tray;

Cèo= little;

Chèba= cage;

Ciaciarar= to chat;

Co= with;

Cragna= skull, head;

Cucar= deceive

 

Seguimos conociendo las diversas palabras del dialecto Veneciano…esta vez, la letra C!

Cabarè= bandeja;

Cèo= pequeño;

Chèba= jaula;

Ciaciarar= charlar;

Co= con;

Cragna= cráneo, cabeza;

Cucar= engañar

 

 

Notizie del giorno…

Vigilanti privati e nuovo piano sicurezza alla basilica di San Marco a Venezia

Con numeri in continuo aumento e il costante pericolo di attacchi non resta che attrezzarsi: a Venezia prende il via il nuovo piano sicurezza dedicato alla basilica di San Marco, con l’impiego fin da subito di due guardie giurate all’ingresso principale della chiesa e del campanile. Altri provvedimenti saranno studiati dal Politecnico di Torino, a cui il procuratore di San Marco ha affidato il compito di trovare soluzioni ad hoc per garantire sicurezza in area marciana. Sono misure che si rendono necessarie per proteggere tutte le persone che quotidianamente frequentano uno dei punti più affollati di Venezia. E che si affiancano, come ha spiegato il procuratore Carlo Alberto Tesserin, al lavoro delle forze dell’ordine che presidiano tutta la piazza. Anche se non si tratta di agenti di polizia, la presenza dei nuovi vigilantes, già assunti, dovrebbe funzionare da deterrente contro i malintenzionati. Inoltre queste guardie private hanno la facoltà di far aprire borse e zaini dei turisti e di impedire l’accesso a quelli ritenuti non idonei. Importante ora è attendere il risultato dello studio commissionato al Politecnico di Torino, istituto considerato all’avanguardia in questo campo. Ne emergerà una relazione da cui si evinceranno i punti deboli della basilica e in cui saranno proposte le soluzioni più idonee in tema di sicurezza. Anche per questo è stato per ora sospeso l’intervento di installazione dei tornelli in metallo all’ingresso della chiesa, in attesa di avere un parere sull’adeguatezza del sistema (già sperimentato con successo, invece, al campanile). Intanto il procuratore fa sapere che la quantità di visitatori sta aumentando. Fermo restando il limite di 3mila ingressi al giorno (100 all’ora per le 10 ore di apertura) e le punte toccate tra maggio-giugno e settembre-ottobre, si segnala infatti un’ulteriore impennata delle visite anche nei mesi centrali dell’estate.

Private vigilants and new security plan at St. Mark’s Basilica in Venice

With ever-increasing numbers and constant danger of attacks, there is nothing to be done: in Venice begins the new security plan devoted to St. Mark’s Basilica, with the use of two sworn guards right at the main entrance of the church right away Of the bell tower. Other measures will be studied by the Politecnico di Torino, to which the prosecutor of San Marco has entrusted the task of finding ad hoc solutions to ensure security in the marcian area. These are measures that are needed to protect all the people who attend one of the most crowded places in Venice every day. And that, as the prosecutor Carlo Alberto Tesserin explained, to the work of law enforcement who are in charge of the whole square. Even if they are not police officers, the presence of the new vigilantes, already hired, should work as a deterrent against the attackers. Moreover, these private guards have the ability to open up tourists’ bags and backpacks and prevent access to those that are considered unsuitable. It is important to wait for the result of the commissioned study at the Politecnico di Torino, an institute considered at the forefront in this field. A report will emerge from which will highlight the weaknesses of the basilica and in which the most appropriate security solutions will be proposed. For this reason, the installation of the metal turnstiles at the entrance of the church has been suspended for a while, waiting to have an opinion on the adequacy of the system (already experienced successfully in the bell tower). Meanwhile, the attorney tells that the amount of visitors is increasing. Aside from the limit of 3,000 entries per day (100 per hour for 10 hours of opening) and the tips touched between May-June and September-October, there is a further surge in visits during the summer months .

 

Vigilante privado y nuevo plan de seguridad a la basílica de San Marcos de Venecia

Con número cada vez mayor y el peligro constante de ataques que tienen que prepararse: Venecia arranca el nuevo plan de seguridad dedicada a la basílica de San Marcos, con el uso del principio de dos guardias de seguridad en la entrada principal de la iglesia y el campanario. Otras medidas serán estudiadas por la Universidad Politécnica de Turín, en la que el fiscal de San Marcos ha confiado la tarea de encontrar soluciones específicas para garantizar la seguridad en la zona de Mark. Estas son las medidas que sean necesarias para proteger a todas las personas que diariamente asisten a uno de los puntos más concurridos de Venecia. Y ese flanco, como explicó el fiscal Carlo Alberto Tesserin, el trabajo de la policía que patrullan toda la plaza. Aunque no es oficiales de policía, la presencia de nuevos vigilantes, ya hecha, que debería funcionar como un elemento disuasorio contra los intrusos. Por otra parte, estos guardias privados tienen la opción de abrir las bolsas y mochilas de los turistas y para impedir el acceso a los considerados no aptos. Importante ahora es esperar a los resultados del estudio encargado a la Politécnica de Turín, considerado como institución de vanguardia en este campo. Esto dará lugar a un informe que evinceranno las debilidades de la basílica y se le ofrecerá las mejores soluciones en términos de seguridad. Para ello ha sido suspendido por el momento la instalación de torniquetes intervención de metal en la entrada de la iglesia, a la espera de tener una opinión sobre si el sistema (ya exitosa, sin embargo, el campanario). Mientras tanto, el fiscal ha anunciado que el número de visitantes va en aumento. Sujeto a las entradas de 3 miles de límite diario (100 por hora durante 10 horas de apertura) y los puntos altos de mayo a junio y septiembre a octubre, de hecho, señala un nuevo aumento de las visitas también en los meses centrales del verano .

 

Aneddoti Veneziani…

Il crollo del campanile di San Marco. 

Chiamato affettuosamente dai veneziani “el paròn de casa”, il campanile nacque con una funzione di torre di avvistamento e di faro. Solo più tardi fu posta in cima la statua dorata dell’arcangelo Gabriele, la quale ancora oggi segna la direzione ed intensità del vento. Il campanile durante i secoli fu più volte colpito dai fulmini e dai terremoti, ma nel 1902 crollò improvvisamente su se stesso senza causare vittime. Leggenda narra che la statua intatta dell’angelo finì sui gradini della porta centrale della basilica di San Marco senza provocare danni.

Gli orologiai di Torre dell’orologio. 

I Rainieri erano una famosa famiglia di orologiai di Reggio Emilia. Quando nel 1493 la Signoria veneziana decise di sostituire il vecchio orologio a martello nell’angolo nord-occidentale della basilica marciana, i Rainieri si misero al lavoro, costruendo un capolavoro di tecnica e ingegneria tuttora funzionante. Si narra che, come ricompensa per l’eccellente lavoro svolto, fosse stato ordinato che padre e figlio Rainieri fossero accecati per non poter mai replicare l’opera altrove.

The collapse of the San Marco bell tower.

Called affectionately by the Venetians “el paròn de casa”, the bell tower was born with a function of sight tower and lighthouse. Only later was the golden statue of the archangel Gabriel, which still marks the direction and intensity of the wind. The belfry during the centuries was repeatedly hit by lightning and earthquakes, but in 1902 suddenly collapsed on itself without causing casualties. Legend tells that the intact statue of the angel ended on the steps of the central door of St. Mark’s Basilica without causing damage.

Watch Clock Clocks.

The Rainieri were a famous family of watchmakers in Reggio Emilia. When in 1493 the Venetian Signoria decided to replace the old hammer clock in the northwest corner of the marcian basilica, the Rainieri went to work building a masterpiece of technique and engineering still working. It is said that, as a reward for the excellent work he was doing, Rainieri’s father and son had been blinded so that they could never replicate the work elsewhere.

 

El colapso de la torre del campanario de San Marcos.

Cariñosamente llamado por los venecianos “El Paron de Casa”, el campanario nació con una función de la torre de reloj y faro. Sólo más tarde se colocó en la parte superior de la estatua de oro de arcángel Gabriel, que sigue marcando la dirección e intensidad del viento. La campana largo de los siglos fue golpeado repetidamente por los rayos y terremotos, pero en 1902 se derrumbó repentinamente sobre sí mismo sin causar víctimas. La leyenda cuenta que la estatua intacta del ángel terminó en los escalones de la puerta central de la Basílica de San Marcos sin causar daños.

Los relojeros de la torre del reloj.

El Rainier eran una familia famosa de los relojeros de Reggio Emilia. Cuando en 1493 la Señoría de Venecia decidió sustituir el viejo reloj de martillo en la esquina noroeste de la basílica de San Marcos, el conjunto Rainier al trabajo, la construcción de una obra maestra de la tecnología y la ingeniería aún en funcionamiento. Se dice que, como recompensa por su excelente trabajo, se había ordenado padre e hijo Rainier estaban cegados al no ser capaz de replicar el trabajo en otros lugares.

Personaggi famosi…Pietro Longhi…pittore

Pietro Longhi

Pietro Falca si fece chiamare successivamente Longhi ma la motivazione e origine della scelta è sconosciuta. Nato a Venezia il 15 novembre 1702, fin da bambino dimostra attitudine alle arti e il padre lo manda presso il pittore veronese Antonio Balestra che dopo vari anni di studio lo invia a Bologna raccomandandolo a Giuseppe Crespi detto lo Spagnoletto. In quest’ambito Longhi conosce la pittura di Gambarini. Verso il 1730 dipinge la sua prima opera, la pala di “San Pellegrino condannato al supplizio”, mentre nel 1732 sposa Caterina Maria Rizzi dalla quale ha dieci figli. Dopo opere religiose dal 1741 inizia la produzione “di genere” con la prima scena di vita veneziana: il “concertino delle Gallerie dell’Accademia di Venezia”. Questo è il genere che lo rende celebre tanto che nel 1570 Carlo Goldoni gli dedica un sonetto: “Longhi tu che la mia Musa sorella chiami del tuo pennel che cerca il vero“. Nel 1756 entra all’ interno dell’ Accademia di Venezia. Una Pittura di particolari dai forti contrasti cromatici iniziali, a modulazioni luminose delicate, fino ad una stesura tonale sottile con un discreto uso di ombre colorate con tocchi leggeri di forte luminescenza. Pietro Longhi muore l’ 8 Maggio 1785 a causa di un mal di petto. Fortunato sarà ugualmente il nostro comune amico celebratissimo Pietro Longhi, pittore insigne, singolarissimo imitatore della natura che, ritrovata una originale maniera di esprimere in tela i caratteri e le passioni degli uomini, accresce prodigiosamente le glorie dell’arte della Pittura, che fiorì sempre nel nostro Paese.” (Carlo Goldoni, Le commedie, X, 1755).

 

Pietro Longhi

Pietro Falca later called Longhi but the motivation and origin of choice is unknown. Born in Venice on November 15, 1702, as a child he showed aptitude to the arts and his father sent him to the painter Veronese Antonio Balestra who after several years of study sent him to Bologna recommending Giuseppe Crespi said Spagnoletto. In this context Longhi knows the painting of Gambarini. Towards 1730 he painted his first work, the “San Pellegrino” condemned to torture, while in 1732 he married Caterina Maria Rizzi from whom he had ten children. After religious works since 1741, “gender” production began with the first scene of Venetian life: the “Concert of the Galleries of the Academy of Venice”. This is the genre that makes it so famous that in 1570 Carlo Goldoni dedicated a sonnet to him: “Longhi you that my sister Musa calls you for your looking pennel.” In 1756 he entered the Venice Academy. A Particle painting with strong early color contrasts, with delicate light modulation, to a thin tonal drawing with a discreet use of colored shades with light touches of strong luminescence. Pietro Longhi dies on May 8, 1785 due to a chest pain. “Fortunato will also be our common celebrated friend Pietro Longhi, a distinguished painter, a singular imitator of nature who, finding an original way of expressing in the canvas the characters and passions of men, prodigiously enhances the glories of the art of painting, which always flourished in our country.” (Carlo Goldoni, The Comedy, X, 1755).

 

Pietro Longhi

Pietro Longhi Falca vino después llamarlo la motivación y el origen de elección es desconocida. Nacido en Venecia el 15 de noviembre de 1702, como un niño demuestra aptitud para las artes y su padre lo envió a Veronese pintor Antonio Balestra que después de varios años de estudio en Bolonia envía recomendar Joseph Crespi llama Españoleto. En este Longhi él sabe pintar Gambarini. Hacia 1730 pintó su primera obra, la “pala San Pellegrino condenado a la ejecución”, mientras que en 1732 se casó con Caterina Maria Rizzi de la que tiene diez hijos. Después de las obras religiosas desde 1741 comenzó a producir “género” con la primera escena de la vida veneciana: la “concertino de la Galería de la Academia de Venecia.” Este es el género que lo hizo famoso tanto que en 1570 Carlo Goldoni dedica un soneto: “Longhi que mi hermana nombre de Musa de su Pennel que busca la verdad.” En 1756 ingresa a la Academia ‘interna’ en Venecia. Un cuadro en particular por los fuertes contrastes de color iniciales, modulaciones delicado brillante, hasta una escritura tonal sutil con un uso discreto de sombras de colores con ligeros toques de fuerte luminiscencia. Pietro Longhi muere l ‘8 de mayo de, 1785 a causa de un dolor de pecho. “Fortunato también será nuestro mutuo amigo reputación Pietro Longhi, un distinguido pintor, imitador de la naturaleza singular, encontrado una manera original del lienzo para expresar los caracteres y las pasiones de los hombres, aumenta prodigiosamente las glorias del arte de la pintura, que floreció más en nuestro país “. (comedias de Carlo Goldoni, X, 1755).

Notizie del giorno…

Basket, calendario di serie A Umana Reyer Venezia

Si aprirà con la trasferta a Varese, domenica 1 ottobre, la nuova stagione dell’Umana Reyer Venezia campione d’Italia. La Lega Basket ha infatti reso noto lunedì il calendario della Serie A Poste Mobile 2017/18. Già per l’esordio interno degli orogranata, fissato per l’8 ottobre, si riproporrà la sfida della finale tricolore con Trento. Alla 5° giornata trasferta in casa della neo promossa Virtus Bologna mentre a Santo Stefano arriverà al Taliercio la Dinamo Sassari. Prima sfida del 2018 al PalaFantozzi di Capo d’Orlando. Si chiude contro l’Olimpia Milano.

 

Basketball, Serie A A Umana Reyer Venice

It will open with the transfer to Varese, Sunday 1 October, the new season of Uman Reyer Venice champion of Italy. The Lega Basket has in fact announced on Monday the schedule of the Serie A Post Mobile 2017/18. Already for the internal debut of the orogranata, set for October 8, will be the challenge of the tricolor finale with Trento. On the 5th day he moved to the home of the newly promoted Virtus Bologna while at Santo Stefano will come to Taliercio Dinamo Sassari. First challenge of 2018 at PalaFantozzi in Capo d’Orlando. It closes against the Olympia Milano.

 

Baloncesto, calendario estándar Un Umana Reyer Venezia

Se abrirá con el viaje a Varese, el domingo, 1 de octubre de la nueva temporada de los campeones italianos humana Reyer Venezia. El hecho de liga de baloncesto ha anunciado este lunes el calendario de la Serie A 2017/18 Poste móvil. Ya para el interior del debut orogranata, fijada para el 8 de octubre de que reaparecerá el reto de la bandera final con Trento. En el quinto día de viaje a recién ascendido, mientras que Virtus Bologna Santo Stefano vendrá a Taliercio Dinamo Sassari. En primer reto de 2018 para PalaFantozzi de Capo d’Orlando. Se cierra contra el Olimpia Milano.

 

Misteri Veneziani…La ragazza che non venne mai sepolta…

La Ragazza Che Non Venne Mai Sepolta

Tutto accadde la notte del 29 novembre 1904 nelle acque antistanti San Michele in Isola, il cimitero di Venezia, quando all’imbrunire Francesco Quintavalle, comandante del vaporetto “Pellestrina”, che dalle Fondamente Nove avrebbe dovuto recarsi a Burano, decise di partire malgrado la visibilità quasi nulla, a causa di una nebbia fittissima, su insistenza degli arsenalotti buranelli che dopo una lunga giornata di lavoro volevano tornarsene a tutti i costi a casa. Dietro di lui, lasciandogli dieci minuti di tempo per doppiare la punta di San Michele, si erano mosse le due gondole dei traghettanti Antonio Rosso “Frana” e Andeto Camozzo, piene di muranesi di ritorno da Venezia. Le cronache narrano che una volta lasciato il cimitero, Quintavalle decide di invertire la rotta ed ordina l’“indietro adagio”. Ma le gondole sono proprio dietro a lui, ed il comandante se ne accorge solo quando è già troppo tardi. L’imbarcazione del Rosso viene spaccata a metà, e affonda con tutto il suo carico umano: quattro sono le persone issate subito sul vaporetto, ma degli altri cinque passeggeri – tutte donne – già si sono perse le tracce in pochi secondi. Le ricerche, malgrado la nebbia fittissima, partono subito e continuano per tutta la notte. A qualche ora dall’incidente Maria Toso Bullo è avvistata dal vaporetto numero 6 aggrappata a una bricola, uno dei grossi pali che in laguna delimitano i canali. Portata di corsa a Murano, morirà qualche minuto più tardi. Anche i corpi senza vita di Lia Toso Borella e Amalia Padovan Vistosi vengono trovati il mattino successivo, all’interno della poppa della gondola, arenatasi in una secca. Nessuna traccia invece di Teresa Sandon e Giuseppina Gabriel Carmelo, ancora bambina, inghiottite dalle acque. Nel settembre del 1905, a dieci mesi dalla tragica vicenda, Teresa Sandon appare in sogno a una sua sorella, ancora bambina: “Prega per me, per la mia anima – le dice – perché il mio corpo è ancora prigioniero, ma se tu preghi sarà liberato dai legami che lo tengono sul fondo del canale, e potrò riposare in terra benedetta”. Una decina di giorni dopo quel sogno impressionante, un corpo martoriato viene visto affiorare da due pescatori nel canale “della Bissa”, verso l’isola delle Vignole. Lo scapolare che ha al collo lo fa riconoscere. È il cadavere di Teresa Sandon. La piccola Giuseppina Gabriel Carmelo non verrà mai ritrovata: le sue ossa riposano nel fondo della laguna, ma il suo spirito ha trovato pace in una piccola bara galleggiante, che si può vedere nelle notti di nebbia, illuminata da quattro ceri che vi ardono ai lati perché i traghettatori non abbiano a sbattervi contro.

 

The Girl Who Never Bumped

Everything happened on the night of November 29, 1904 in the waters opposite San Michele in Isola, the cemetery of Venice, when at the dusk Francesco Quintavalle, commander of the vaporetto “Pellestrina”, who from Fondamente Nove should have gone to Burano, decided to leave despite Almost no visibility, due to a very strong fog on the insistence of bushy arsenals who after a long day of work wanted to return at all costs at home. Behind him, leaving him ten minutes to tap the tip of San Michele, the two gondolaes of the ferry riders Antonio Rosso “Frana” and Andeto Camozzo, full of Muranoans returning from Venice, moved. The chronicles say that once they left the cemetery, Quintavalle decides to reverse the route and orders the “slow back”. But the gondolas are just behind him, and the commander only notices it when it’s too late. The Red Boat is split in half, and it sank with all its human load: four are the people lounging right on the vaporetto, but the other five passengers – all women – have already missed the traces in a few seconds. Research, in spite of the very strong fog, starts immediately and continues throughout the night. A few hours after the accident, Maria Toso Bullo is sighted by the number 6 vaporetto clinging to a beetle, one of the big piles in the lagoon delimiting the canals. Traveling to Murano, he will die a few minutes later. Even the lifeless bodies of Lia Toso Borella and Amalia Padovan Vistosi are found the next morning, inside the gondola stern, sandwiched in a dry place. No trace of Teresa Sandon and Giuseppina Gabriel Carmelo, still a little girl, swallowed by the waters. In September 1905, ten months after the tragic story, Teresa Sandon dreams of a sister, a little girl, in her dream: “Pray for me, for my soul,” she says, “because my body is still a prisoner, but if you pray Will be released from the bonds that hold it at the bottom of the canal, and I will rest in blessed land. ” About ten days after that awesome dream, a battered body is seen emerging by two fishermen in the “Bissa” channel, to the island of Vignola. The scapular that has his neck makes him recognize. It is the corpse of Teresa Sandon. The little Giuseppina Gabriel Carmelo will never be found again: his bones rest in the bottom of the lagoon, but his spirit has found peace in a small floating bar, which can be seen in the fog nights, illuminated by four candles that glow on the sides Because the ferrymen do not have to fight you.

 

La chica que nunca no fue enterrado

Todo ocurrió en la noche del 29 de noviembre de 1904 en las aguas de San Michele en Isola, cementerio de Venecia, al atardecer Francesco Quintavalle, comandante de la lancha “Pellestrina”, que desde Fondamente Nueve tendría que viajar a Burano, decidió irse a pesar visibilidad a nada, debido a una espesa niebla, ante la insistencia de Buranelli arsenalotti que después de un largo día de trabajo que querían volver a toda costa en el hogar. Detrás de él, dejándole tiempo de diez minutos para redondear la punta de San Miguel, que había movido los dos góndolas de traghettanti Antonio Rosso “Landslide” y Andeto Camozzo, llenos de Murano regreso de Venecia. La historia nos dice que una vez que salga del cementerio, Quintavalle decidió cambiar de rumbo y pedir el ” a cámara lenta “. Pero las góndolas están justo detrás de él, y el comandante se da cuenta de que sólo cuando ya es demasiado tarde. El barco de la Red se divide por la mitad, y se hunde con toda su carga humana: hay cuatro personas izadas de inmediato en el barco, pero los otros cinco pasajeros – – todas las mujeres que ya han desaparecido en cuestión de segundos. La investigación, a pesar de la niebla espesa, se inicia inmediatamente y continuar durante toda la noche. Unas pocas horas después del accidente Maria Toso Bullo fue avistado por el vaporetto número 6 aferrarse a un poste de amarre, una de las grandes apuestas que rodean los canales de la laguna. flujo de funcionar a Murano, murió a los pocos minutos. Incluso los cuerpos de Lia Toso Borella y Amalia Padovan Vistosi se encuentran a la mañana siguiente, en la popa de la góndola, que encalló en un banco de arena. No hay rastros en lugar de Teresa Sandon y Giuseppina Gabriel Carmelo, todavía un niño, tragados por las aguas. En septiembre de 1905, diez meses después del trágico suceso, Teresa Sandon aparece en sueños a una de sus hermanas, todavía un niño, “Oren por mí, por mi alma – dice – porque mi cuerpo está todavía prisionero, pero si rezas se liberó de las ataduras que lo mantienen en la parte inferior del canal, y puede descansar en tierra santa “. Diez días después de que el sueño impresionante, un cuerpo maltratadas se ve a surgir a partir de dos pescadores en “el Bissa” canal de la isla de Vignole. El escapulario alrededor de su cuello se reconoce. Es el cuerpo de Teresa Sandon. La pequeña Giuseppina Gabriel Carmelo Nunca se encontrará: sus huesos enterrados en el fondo de la laguna, pero su espíritu ha encontrado la paz en un pequeño ataúd flotante, que se puede ver en las noches de niebla, iluminada por cuatro velas que se queman en los laterales debido a que los contrabandistas no tenían que arar en contra.