La pelle di Marcantonio Bragadin nella chiesa di San Giovanni e Paolo

Marcantonio Bragadin naque a Venezia il 21 Aprile 1523, dopo una breve esperienza come avvocato, si diede alla carriera marinara e ricoprì diverse cariche militari sulle navi veneziane. Oggi, visitando la chiesa di San Giovanni e Paolo, una delle più belle chiese di Venezia, tra i vari monumenti ce n’è uno dedicato a Bragadin, che fu capitano a Cipro durante la guerra fra l’Impero Ottomano e Venezia. Nel 1570 gli Ottomani, sbarcarono a Cipro e cinsero d’assedio la fortezza veneziana di Famagosta, ma Marcantonio Bragadin rifiutò di arrendersi all’impero ottomano. Dopo mesi di resistenza i Turchi riuscirono a conquistare la città e il loro comandante decise di vendicarsi sull’eroico capitano. Bragadin venne mutilato al viso e rinchiuso in una minuscola gabbia lasciata al sole, con pochissima acqua e cibo. Dopo quattro giorni i Turchi gli proposero la libertà se si fosse convertito all’Islam, ma Bragadin rifiutò. Allora fu appeso all’albero della propria nave e frustato, quindi costretto a portare in spalla per le strade di Famagosta una cesta piena di pietre e sabbia. Fu infine incatenato ad una colonna nella piazza della città e qui scuoiato vivo a partire dalla testa, anche se morì prima della fine della tortura. Le sue membra squartate vennero distribuite tra i soldati e la pelle, riempita di paglia e ricucita, venne rivestita delle insegne militari e portata a cavallo di un bue in corteo per Famagosta. Il macabro trofeo fu portato quindi a Costantinopoli. Ma nel 1577, con la Battaglia di Lepanto, i Veneziani riuscirono a fermare l’avanzata dell’impero Ottomano e poco dopo, nel 1580 la pelle di Bragadin fu trafugata dall’arsenale di Costantinopoli, portata a Venezia e conservata nella chiesa dei Santi Giovanni e Paolo, dove  ancora oggi vediamo l’urna che la contiene.

Marcantonio Bragadin was born in Venice on the 21 April 1523, before a breef experience as lower, he devoted himself to the naval career and covered several military charges on Venetian ships. Today, visiting the Santi Giovanni e Paolo’s church, one of the most beautiful cherches of Venice, between the monuments there is one dedicated to Bragadin, who was captain of Cyprus during the Ottoman Empire and Venice. In the 1570 the Ottomans, landed in Cyprus and besieged the Venetian fortress of Famagosta, but Marcantonio Bragadin refused to surrender to the Ottoman Empire. After months of resistence the Turks succeeded in conquering the city and their commander decided to take revenge on the heroic captain. Bragadin was mutilated in his face and locked in a tiny cage left in the sun, with very little water and food. After 4 days the Turks propose him the liberty if he converted to Islam but Bragadin refused. So he was hanged on the tree of his ship and frustrated, so he had to carry a street full of stones and sand on the streets of Famagosta. He was finally chained to a pillar in the city square and here he was skinned alive before the end of the torture. His twisted limbs were distributed amog the soldiers and the skin was filled with straw and worn, was covered with military insignia and carried by a bull in a procession for Famagosta. The macabre trophy was brought to Costantinople. But in 1577, with battle of Lepanto, the Venetians succeeded in halting the advance of the Ottman Empire and shortle thereafter, in 1580 Bragadin’s skin was stolen from Costantinople’s arsenal brought to Venice and kept in the church of the Saint Giovanni e Paolo, where we still see the urn that contains it today.

Marcantonio Bragadin nacío en Venecia el 21 de Abril de 1523, después un período como abogado, se llevó a marinera carrera y ocupó varios puestos militares en las naves venecianas. Hoy, visitando la iglesia de Santi Giovanni e Paolo, una de las más bella iglesia de Venecia, tras los monumentos esá unos dedicado a Bragadin, que fue capitan durante la guerra entre el Impero Otomano y Venecia. En el 1570 los Otomanos, aterrizaron en Chipre y sitiaron la fortaleza veneciana de Famagusta, Marcantonio Bragadin, pero se negó a rendirse al Imparo Otomano. Después alcunos meses de resistencia los Turcos lograron conquistar la ciudad y su comandante decidió tomar venganza contra el heroico capitán. Bragadin fue mutilado su rostro y encerrado en una pequeñajaula se deja al sol, con poca agua y comida. Después de 4 días los Turcos propusieron la libertad si se había convertido al Islam, pero Bragadin se negó. Luego se colgó de mástil de su barco y azotado, entonces obligado a llevar a hombros por las calles de famagusta una cesta llena de piedras y arena. Fue encadenado a una columna en la plaza del pueblo y desollado vivo aquí a partir de la cabeza, aunque murió antes de que el fin de la tortura. Sus extremidades desmembadas se distribuyeron entre los soldados y la piel, relleno de paja y cosido, fue vestido con insignias militares y llevado a montar un buey en procesión a Famagusta. A continuación, el trofeo macabro fue llevado a Contantinopla. Pero en 1577, la batalla de Lepanto, los venecianos fueron capaces de detener la avanzada de el Impero Otomano y poco después, en 1580 la piel de Bragadin fue robada del arsenal de Consantinople, traído a Venecia y se conserva ahora en la iglesia de Santi Giovanni e Paolo, donde hoy vemos la urna que lo contiene.


		
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Venezia: i misteri della Laguna…

… Ca’ Mocenigo e lo spettro di Giordano Bruno …

Ospite proprio dei proprietari Mocenigo, che lo denunciarono come stregone, Giordano Bruno fu arrestato nel 1593, per finire sul rogo a Roma sette anni più tardi, dopo un interminabile processo. La superstizione popolare sostiene che il fantasma dell’eretico si manifesti tuttora in quell’edificio : ogni anno il 17 febbraio, ricorrenza del supplizio.

Il fantasma dei giardini della biennale

Giardini della Biennale: Sestiere Castello, 30122, Venezia, Italia
Si narra che nel 1921, vicino alla statua di Garibaldi, posta all’interno dei giardini della biennale a Venezia, apparve un fantasma in camicia rossa che molestava i passanti con strattoni e sgambetti. Esso venne identificato poi con Giuseppe Zolli, soldato garibaldino classe 1838, che aveva giurato di guardare le spalle all’Eroe dei due Mondi anche da morto. Così i veneziani decisero di porre, dietro alla statua di Garibaldi, una guardia del corpo bronzea con le sembianze dello Zolli stesso. Da quel giorno il fantasma non ricomparve più. Potete ammirare entrambe le statue ancora oggi, conoscendone già la leggendaria storia.

 

…Ca’ Mocenigo and the Giordano Bruno’s ghost

Guest of Mogenigo’s owens, who denounced Giordano Bruno as sorcerer him was arrested in 1593, ending up on the rocks in Rome 7 years later after an endless trial. Popular superstition claims that the heretical’s ghost still appears in that building: every year on Febrary 17 a reccurance of torture.

The ghost of the biennale’s gardens

Biennale’s gardens: sestiere of Castello, 30122, Venice, Italy

In the 1921, near the Garibaldi’s statue, in the biennale’s gardens of Venice, appeared a ghost in a red t-shirtand it gripped-by the people with tatters and gags. It was then identified with Giuseppe Zolli, Garibaldi soldier class 1838, who swore to look back at the hero also even the dead. So the Venitians built behind Garibaldi’s satue a life guardien in bronze wich represents Zolli. From that day the ghost did not come back again. Today you can admire both statues already knowing their story.

 

…Ca’ Mocenico y el fantasma de Giordano Bruno…

Invitado da los proprietarios Mocenigo en sus casa, que lo denunció Giordano Bruno fue detenido en 1593 y terminando en la hoguera en Roma como hereje 7 años más tarde, después de un proceso sin fin. La superstición popular afirma que el fantasma de hereje se manifesta todavía en este edificio de Venecia: el 17 de febrero de cada año, aniversario de la ejeución.

El fantasma de los jardines de la Bienal

Jardines de la Bienal, Sestiere de Castello, 30122, Venecia, Italia

En 1921, cerca de la statua de Garibaldi, dientro los jardines de la Bienal en Venecia, que molestava a las personas con remolcadores y alcaparras. Fue edentificado luego como Giuseppe Zolli, soldado de Garibaldi en 1838, que había jurado a ver la espalda al  héroe incluso en la muerte. Así los Venecianos decidiron de poner, detras a la statua de Garibaldi, un guardia de cuerpo de bronce que se asemejaba a Zolli. Desde ese día el fantasma no vuelve a aparecer. Hoy se puede ver los dos estatues ya conociendo la historia legendaria.

 



25 Aprile: storia e festa di San Marco

25 aprile a Venezia: storia e tradizioni della Festa di San Marco

Mentre in tutta Italia si celebra la Festa della Liberazione, il 25 aprile i veneziani festeggiano anche la Festa di San Marco e la cosiddetta “Festa del Bocolo”. Una ricorrenza lagunare in cui convivono da secoli mito e tradizione, religione e romanticismo, tre storie leggendarie, un Santo Patrono e il dono rituale di un bocciolo di rosa rossa (il “bocolo”)
La tradizione della Festa del Bocolo:

La leggenda del Boccolo (o Bocolo) a Venezia vuole che una bellissima fanciulla di nome Maria, detta Vulcana per lo splendore dei suoi occhi meravigliosi, e figlia del Doge Orso I Partecipazio (in carica tra l’864 e l’881), si innamorò del giovane trovatore Tancredi. L’amore fu corrisposto, ma ostacolato dalle di lui umili origini, ineluttabile impedimento alla benedizione dogale, per cui Tancredi partì per la guerra, nell’intento di acquisire gloria e fama in battaglia e tornare a Venezia in veste di eroe. Le notizie delle valorose imprese di Tancredi fecero ben presto il giro del mondo conosciuto, finché un giorno, combattendo contro i Mori di Spagna sotto Carlo Magno, egli cadde mortalmente ferito su un roseto, tingendo del rosso del suo sangue un bocciolo di rosa che affidò all’amico Orlando – il paladino – perché lo portasse alla sua Vulcana come ultimo pegno d’amore. Il 25 aprile, il giorno dopo aver ricevuto da Orlando il dono di Tancredi, Maria fu trovata morta nel suo letto con il bocciolo rosso sangue posato sul cuore, che, da allora, divenne per i veneziani simbolo d’amore imperituro.

La tradizione della festa del Bocolo: storia di un amore a lieto fine

La Festa del Boccolo di Venezia ha però anche una seconda versione, che narra di un amore a prima vista tra due giovani appartenenti a due rami nemici della stessa famiglia, i cui orti furono per lungo tempo divisi da un roseto senza fiori, che ricominciò a fiorire proprio il 25 aprile, di fronte allo sbocciare del nuovo amore. Da quel roseto, secondo la leggenda proveniente dal luogo di sepoltura di San Marco Evangelista e donato molti anni prima ad un marinaio della Giudecca di nome Basilio, antenato dei due giovani, quale premio per la sua partecipazione al trafugamento delle spoglie del Santo, l’innamorato staccò un bocciolo che donò alla fanciulla, ripristinando così la pace tra le due famiglie. Ed è in ricordo di quell’amore a lieto fine che i veneziani offrono ancora oggi il bocciolo rosso alla propria amata.

L’origine delle celebrazioni per la festa di San Marco

La Festa di San Marco del 25 aprile commemora l’anniversario della morte dell’Evangelista Marco, divenuto Santo Patrono di Venezia in memoria della sua leggendaria opera di evangelizzazione in vita delle genti venete. Le reliquie del Santo furono trasportate clandestinamente da Alessandria d’Egitto a Venezia nell’anno 828, nascoste in un carico di carne di maiale dai due mercanti veneziani Rustico da Torcello e Buono da Malamocco. Il carico, considerato “impuro” dai locali, superò le dogane d’Oriente senza controlli e giunse a Venezia acclamato dall’intera città. Fu così che San Marco ne divenne l’emblema, simboleggiato da un leone alato armato di spada e con un libro tra le zampe.

 

As we celebrate Liberation Day in all Italy, on 25 April the Venetian celebrate also the feast of Saint Mark and they so-called it “Bocolo festival”. A lagoon occasion where living together for centuries myth and tradition, religion and romance, three legendary stories, a patron Saint and ritual gift of a red rose bud (the “bocolo”).

The tradition of the “bocolo”:

The legend of boccolo (or bocolo) in Venice wants a beautiful girl named Mary called Vulcana for the splendor of her beautiful eyes, and daughter of the Doge Orso Partecipazio I (in office between 864 and 881), she fall in love with the young troubadour Tancredi. The love was unrequited, but hampered by his humble origins, inevitable impediment to the Doge’s dougther blessing, why Tancredi went off to the war, in order to gain fame and glory in balle and return to Venice as a hero. The news of the valiant Tancredi companies soon made the rounds of the known world, until one day, fighting against the moors of Sèpain under Carlo Magno, he fell mortally wonded on a rose garden, tinged red with his blood a rosebud witch he entrusted firend Orlando “the champion” to take him to his Vulcana as the last token of love. On April 25, the day after receving the gift from Orlando, Mary was found dead with the blood red bloom sat on the heart, witch, since then, became to the Venetian symbol of undyng love.

A love story with a happy ending:

The boccolo festival of Venice has however also a secon version, wich tells of a love at first sight between two young people from enemy branches of the same family, whose gardens were long separated by a rose garden without flowers, wich began to flourish precisely on April 25, in front of the blossoming of new love. From the rose garden, according to legend from the burial place of St. Mark Evangelista and donated many years ago to a sailor named Basil of the Giudecca, ancestor of the two young people, as a reward for its  participation in the theft of the remailns of the saint, the love pulled a bud who donated to the girl, thereby restoring peace between the two families. And it is in remembrance of that love a happy endind that Venetians still offer the red bloom to their beloved.

The origin of the celebrations for the feast of St. Mark.

The feast of Saint Mark April 25 commemorates the anniversary of the Evangelist Mark, who became the patron saint of Venice in memory of his legendary work of evangelization in the life of the Venetian people. The Saint’s relics were smuggled from Alexandria to Venice in the year 828, hidden in a load of park from the two Venetian merchants Rustico from Torcello and Buono from Malamocco. The load, wich is considered “impure” by the locals, ran out of the East without customs checks and came to Venice acclaimed by the entire city. So it was that San Marco beame the emblem symbolised by a winged lion armed with a sword and with a book in his paws.

 

 

Al celebrar el dia de la liberacíon en Italia, el 25 de abril los  venecianos también celebra la fiesta de San Marcos y el llamado “festival del Bocolo”.  Una ocasión de vivir juntos durante el mito y la tradición, la religión y el romance, tres historias legendarias, un santo patrón y el ritual de una rosa roja (“el bocolo”).

La tradición de la festa del bocolo:

la leyenda del bocolo en Venecia quiere una hermosa niña llamada Maria, llamada Vulcana por el esplendor de la belleza de sus ojos, y la hija del dux Orso Partecipazio I (en el cargo entre 864 y 881), se en el amor con el joven trovador Tancredi. El amor era correspondido, pero obstaculizado por su origen humilde, impedimento inevitable fue a la bendición del Dux, Tancredi fue a la guerra, con el fin de ganar fama y gloria en la batalla y volver a Venecia como un héroe. La noticia de las empresas Tancredi valientes pronto hizo las rondas del mundo conocido, hasta que un día, luchando contro los moros de España bajo de Carlo Magno, se cayó mortalmente herido en un jardín de rosas, teñido de color rojo con la sangre de un capullo de rosa, que ha confiado el amigo Orlando el campeón para llevarlo a su Vulcana como la última muestra de amor. El 25 de abril, el día después de recibir el don de Orlando, Maria dìfue encontrada muerta en su cama con la floración de color rojo sangre se sentó en el corazón, que, desde entonces, se convertió en el símbolo de Venecia del amor eterno.

La tradición de la fiesta del bocolo: una historia de amor con un final feliz

El festival de el bocolo de Venecia tiene sin embargo también una segunda versión, que habla de un amor a primera vista entre dos jovenes a partir de dos ramas enemigas de la misma familia, cuyos jarrdines frueron separados de largo por un jardín de rosas sin flores, que comenzó a florecer, precisamente el 25 de abril, frente al florecimiento de el nuevo amor. Desde el jardin de rosas, según la leyenda de la tumba de San Marco Evangelista donó hace muchos años a un marinero llamado Basilio, antepasado de los dos jovenes, como recompensa por su partecipación en el robo de los restos del santo, el amor sacó un brote que donó a la chica, restaurando así la paz entre las dos familias. Y es en el recuerdo de ese amor un final feliz que todavía ofrecen roja a su amada.

El origen de las celebraciones por la fiesta de San Marcos:

En la fiesta de San Marcos de 25 de abril se conmemora el aniversario de la muerte del evangelista Marcos, que se convertió en el santo patrón de Venecia en memoria de su legendario trabajo de evangelización en la vida de las personas venecianas. Las reliquias del Santo fueron introducidos de contrabando de Alejandría a Venecia en el año 828, escondida en un cargamento de carne de cerdo de los comerciantes venecianos Rustico de Torcello y Bupno de Malamocco. La carga, que se considera “impura” por los locales, se quedó sin el Oriente sin controles aduaneros y llegò a Valencia aclamado por toda la ciudad. Así fue que San Marcos se convertió en el emblema simbolizado por un león alado armado con una espada y con un libro en sus patas.

 

 

 

 

 

 


 


	

Il baccalà mantecato

 

 

 

La storia:

Dovete sapere che “baccalà” è il nome che i veneziani (e veneti) danno allo stoccafisso. L’arrivo di questo pesce nelle tavole dei veneziani risale a dopo il 1500,  anche se già nel 1432 viene citato dal capitano Piero Querini, in una relazione stesa per i Magistrati di Venezia riguardo al naufragio che aveva subito sulle coste di un’isola della Norvegia. In sostanza, lo stoccafisso che oggi è uno degli elementi più importanti della cucina veneziana, ci arriva dagli insegnamenti degli abitanti dell’isola di Røst. Il baccalà oggi è fatto in diversi modi, ma quello mantecato, rimane sempre il più  buono. Secondo la ricetta originaria, per fare il baccalà mantecato servono solo: olio, sale, pepe, aglio, alloro e limone. Meglio assaggiarlo con un crostino di pane, come spesso viene servito nei bacari veneziani.

Ingredienti per 4 persone:

300 g di baccalà (stoccafisso) già bagnato e deliscato (polpa e pelle)
0,3 L di olio extra vergine di oliva poco profumato

1 spicchio d’aglio, alloro, limone, sale e pepe

Preparazione:

Mettete il baccalà in una pentola, copritelo con acqua fredda leggermente salata e portate ad ebollizione. Cuocete il baccalà per circa 20 minuti con l’aglio, il limone e l’alloro. “Mantecate” la polpa del pesce a mano con un cucchiaio di legno o con una planetaria (evitate se possibile il frullatore, o al limite usate la lama di plastica), versando a filo l’olio e lasciando montare come se fosse una maionese, fino ad ottenere una crema compatta ed omogenea, se troppo lucido aggiungere un pò di acqua di cottura e portarlo a fine mantecatura con ancora qualche pezzo intero.La misura dell’olio dipende dalla qualità del pesce che state lavorando. Aggiustate di sale e di pepe. Il piatto si guarnisce tradizionalmente con prezzemolo tritato e si accompagna a polenta fresca, oppure grigliata, preferibilmente di mais Marano o del veneziano clone “bianco perla”.

The history:

You should know that “baccalà” is the name that the Venetians (and Veneto people) damage to cod fish. The arrival of this fish in the Venitian tables dating back to after 1500, but early 1432 it was mentioned by Capitan Piero Querini, in a report prepared for the magistrates of Venice about the shipwreck that had been on the coast of the Norway Island. The “baccalà” in today one of the most important elements of Venetian cuisine, there comes from the teachings oh habitants of the Island of Rost. The “baccalà” is now done in differents ways, but the “mantecato” still remains the most good. According to the oricinal recipe, to make “baccalà” need only: oil, salp, pepper, garlic and lemon. Better eat the “baccalà” with toasted bread, as is often served in the Venetian wine bars.

Ingredients for 4 persons:

300 g of baccalà (cod fish) already wet and without flesh and skin

0,3 L of extra virgin olive oil and 1 clove of garlic, lemon, salt and pepper

Preparation:

Put the “baccalà” in a pot, cover with lightly salted cold water and bring to boil. Cook the “baccalà” for about 20 minutes with the garlic and lemon. “Mantecate”, stir the flesh of the fish by hand with a wooden spoon or with a planetary (avoid if possible the blender, or to limit the plastic blade used), pouring flush the oil and leaving mount as if were a mayonnaise, to obtain a compact and homogeneous cream if too polished to add a bit of cooking water and bring it to the creaming with some big flesh. The quantity of oil depends on the quality of fish that you are working. The dish is traditionally served with chopped parsley and is accompanied by fresh polenta or grilled, preferably of Marano corn or Venetian clone “white pearl”.

 

La historia:

Usted tenia saber que el bacalao es el nombre que los Venecianos (y los Venetos) daños al “stocafisso”. La llegada de este pez en las tablas veneciana de después eres de 1500, pero ya incluso en el 1432 fue mencionado poe el capitàn Piero Querini, en un informe preparado para los magistrados de Venecia sobre el naufragio que habían estado en la costa de la isla Noruega. En esencia, el bacalao es hoy en día uno de los elementos más importantes de la cocina veneciana, proviene de las enseñanzas de los habitantes de la isla de Rost. El bacalao se hace ahora de diferentes maneras, pero la deban tenerla, sigue siendo el mayor bien. De acuerdo con la receta original, para que el bacalao a la crema solo sirven: aceite, sal, pimienta, ajo y limon. Major sabor con pan tostado, como a meundo se sirve en los bares de vinos venecianas.

Ingredientes para 4 personas:

300 g de bacalao (cod fish) ya mojado y deliscado (pulpa y la piel)

0,3 l de aceite de oliva extra virgen ligermente perfumado

1 diente de ajo, limón, sal y pimienta

Preparation:

Poner el bacalao en una olla, cubrir con agua fría ligermente salada y llevar a ebullición. Cocinar el bacalao durante unos 20 minutos con el ajo y el limón. “Mantecare” la carne de los peces a mano con una cuchara de madera o con un planetario (evitar si es posible la licuadora, o para limitar la hoja de plástico que utiliza), vertiendo al ras el aceite y dejando montaje como si fuera una mayonesa, para obtener una crema homogénea y compacta, si es demasiado pulida añadir un poco de agua de cocción y llevarlo hasta el final con la formación de crema todavía algunas mediciones intero. La aceite de la pieza de trabajo depende de la calidad de los peces que están trabajando. Se sazona con sal y pimienta. El plato es tradicionalmente decorado con perejil y se acompaña de polenta fresca, o la plancha, preferiblemente de Merano maíz o clon veneciano “perla blanca”.